Quote
- Parìs. No sé. Me gusta porque vivo la presencia de otros, Habito con y en el recuerdo de otros a los que quise, a los que quiero [Luis Sepùlveda]
- Computer games don’t affect kids; I mean if Pac-Man affected us as kids, we’d all be running around in darkened rooms, munching magic pills and listening to repetitive music [K.Wilson, Nintendo Inc.]
- Niente che valga la pena di conoscere può essere compreso dalla mente [Woody Allen]
- Like a bird on the wire / Like a drunk in a midnight choir / I have tried in my way to be free [Leonard Cohen]
- L'arte non è uno specchio su cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo [Vladimir Majakovskij]
- E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione [Orange Mécanique]
- Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo. E' il logico che cerca di metter il cielo dentro la propria testa. Ed è la sua testa che si spacca [Gilbert Chesterton]
lundi 12 septembre 2011
Stay alone
lundi 5 septembre 2011
Restart
mardi 1 juin 2010
Sacando piedras
Vorace. Le mani nude strappano
pietre di vetro che mattoni
si fanno sul mio personalissimo muro.
Pietre di sentimenti sconosciuti,
inesistenti, profondamente reali.
Ben presto come cicatrici,
con incosciente evidenza,
si riveleranno ad occhi stranieri.
Paris, Quais de la BNF, 24 Maggio 2010
vendredi 30 avril 2010
Sol del atardecer
Paris, Pont des arts 29 Aprile 2010
Una flor amarilla. Linda.
Una flor amarilla. Sòla.
Una flor amarilla. Rica.
Ojos de arena y sol.
Sol del atardecer, ya sabìa
que siempre lo llevas contigo.
jeudi 18 mars 2010
Cámara muda
Tarde silenciosa. Cámara muda.
Lleno paginas de mentiroso sentido,
no parando de matar recuerdos que no
existen. Puedo entender nitidamente
el ruido de unos cristales sonrientes
y el sabor de un beso tán frìo, que no
puede aguantar el sol de esta ciudad.
Ni una palabra escapa de mi boca,
siguo mudo, hablando con mis heridas.
Madrid, 15 de Marzo 2010
samedi 6 février 2010
La meva oda a Barcelona
a las catalanas: Saskia, Ania, Barbara, Clàudia y Alicia
Aunque no sé cuando, mañana, veras,
ya lo sé, iré volver a verte, como
siempre te he visto pasar aquì por Parìs,
encantado, no consiguiendo pararte.
Eres la amiga que al fondo quiero màs
Que conmigo juega, sin compromiso,
la màs sensible, que no puede enganarme,
la màs guapa, màs loca, màs sincera y màs preciosa,
que por cierto, no irà a olvidarme.
Ara dins aquest café, des d'arrere
els vidres, segur que m'escoltes,
solament a tu mateixa dic graciés,
Barcelona, esperant cada dìa unes altres
'mès', i una resposta a aquest poema.
Jueves 14 de Enero 2010
lundi 13 juillet 2009
Mon Cinema

Il cinema è un'arte composita, multiforme. Per usare un termine ingegneristico si potrebbe meglio dire multidisciplinare. Sono infatti numerose le arti che compongono ogni singola scena: la composizione in senso pittorico, la fotografia, l'interpretazione, il montaggio, la regia, il suono, la musica, i dialoghi e via di scorrendo. E' evidente che tale intreccio, spesso inscomponibile, rende difficile e soprattutto soggettiva qualsiasi interpretazione del cinema come arte. Benché la critica cinematografica tenda a dare una definizione di cinema d'autore (spesso incoerente con definizioni date in precedenza), sembra chiaro che l'interpretazione di una pellicola è un'esperienza del tutto personale. Esemplificando notevolmente, e me ne prendo tutte le responsabilità, credo sia possibile distinguere grosso modo tre macrocategorie in cui suddividere le componenti del cinema: linguaggio del racconto, linguaggio dell'immagine, linguaggio del suono.
Il linguaggio del racconto sottintende sceneggiatura, dialoghi, interpretazione degli attori, la storia di riferimento rispetto alla quale la sceneggiatura è stata costruita. Il linguaggio dell'immagine si riferisce invece alla fotografia, la regia, il montaggio, in sostanza l'immagini nel suo essere singolo fotogramma e nell'immagine come relazione continua nel tempo. Il linguaggio del suono è inteso invece come l'insieme degli elementi interni ed esterni che caratterizzano la pellicola in termini di descrizione sonora: musica, rumori e ovviamente, per contrapposizione, silenzi.
Nessuno di queste macrocategorie è indipendente, però è evidente che i linguaggi dell'immagine e del suono sono associati in modo più concreto ad una sfera sensoriale. Ma soprattutto questi linguaggi sono caratterizzati da un'interpretazione molto più soggettiva di quanto non sia quella relativa al linguaggio del racconto. Se il linguaggio è codificato ed una parola associa un numero limitato di significati, un immagine o un suono ha nell'immaginario di ciascuno un significato potenzialmente diverso, dunque nel complesso illimitato. Si prenda l'esempio dell'ascolto di una canzone, come questa susciti ricordi ed emozioni del tutto soggettive e legate fortemente alla storia personale di ciascun ascoltatore. [Non è la giusta sede, ma è interessante rendersi conto che il numero limitato di significati associati al linguaggio è potenzialmente illimitato se si esclude il vincolo di una (sola) lingua, mi riprometto di scrivere qualcosa su questo].
Ogni film è caratterizzato in modo più o meno forte da tutte queste categorie secondo specifiche scelte dell'autore. Questa premessa, pur didattica, è necessaria per spiegare questo: l'interpretazione di un film è fortemente soggetta ad una preferenza più o meno marcata per uno di questi linguaggi. E ovviamente nel dettaglio per ciascuna delle sue componenti.
Il mio modo di fare prettamente istintivo, per quanto non lo credessi, mi ha sempre indotto a fare delle scelte, nei libri, come nei film, ma più in generale nella vita, la cui motivazione è inconscia, non appare in superficie. In poche parole, spesso non saprei dire perché ho preso una determinata o ad ogni modo rifuggo le spiegazioni più banali. Mi appassiono allora a cercare di ricostruire (o supporre, inventare chissà), scrivendo, quali possano esser state le motivazioni di queste scelte. Partire dal cinema più che dalle scelte di vita, è senz'altro più conveniente, benché mi converrebbe riflettere su molte altre cose, soprattutto in questo momento.
vendredi 15 mai 2009
Sogno no.1 - Risveglio al 15 Maggio 2009

Il sogno è breve, i ricordi già offuscati. Non sono riuscito a mantenerlo vivido nella testa. Peccato c'era così tanto da apprendere questo lo ricordo benissimo. Un libro rosso sì, come quello di Stirner che ho nella libreria, stessa copertina. Non so cosa, ma dei fatti stavano succedendo o erano in procinto di succedere, qlcsa che avevo voglia succedesse, qlcsa che non ricordo nella sua forma ma solo nel suo sentimento. Era un qualcosa che volevo accadesse, e m'impegnavo perchè fosse così. Cos'era quello che desideravo tanto che succedesse? M'industriavo per scoprirlo tanto ero conscio del sentimento che avrebbe generato in me e che sì, in qualche modo gia mi si spandeva dentro. Fu allora che di fronte ad un banco per acquistare libri, un banco come quello della Feltrinelli di Piazza Esedra e un po' come quella Libreria Italiana dove papà aveva gli sconti sui libri, lì domandai di quei fatti, senza dire una parola, chiedendo dove accadessero o come potessi fare per viverli dal di dentro. Feci questo sì, pur non sapendoli descrivere. E fu lì che il commesso mi porse il libro rosso, quello degli Adelphi, bello grande, proprio come quello di Stirner. Per un attimo mi dissi “Ma è solo un libro”. Ma ci volle poco perchè pensai di nuovo: “Voglio che accada, io posso farlo accadere, non c'è nulla di strano che tutto questo sia in un libro”. Forse è per la grandezza di ciò che sarebbe accaduto o per la necessita di dare una forma reale a quello che è stato solo un susseguirsi di sentimenti e qualche immagine, forse proprio per questo sono tornato al mondo reale e mi sono svegliato. E mi sono detto, questo sogno me lo devo ricordare.
Per la cronaca il libro è un libro che ho sullo scaffale e non ho mai letto, un libro di filosofia anarchico-individualista: L'unico e le sue proprietà, di Max Stirner.



