Quote

  • Parìs. No sé. Me gusta porque vivo la presencia de otros, Habito con y en el recuerdo de otros a los que quise, a los que quiero [Luis Sepùlveda]
  • Computer games don’t affect kids; I mean if Pac-Man affected us as kids, we’d all be running around in darkened rooms, munching magic pills and listening to repetitive music [K.Wilson, Nintendo Inc.]
  • Niente che valga la pena di conoscere può essere compreso dalla mente [Woody Allen]
  • Like a bird on the wire / Like a drunk in a midnight choir / I have tried in my way to be free [Leonard Cohen]
  • L'arte non è uno specchio su cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo [Vladimir Majakovskij]
  • E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione [Orange Mécanique]
  • Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo. E' il logico che cerca di metter il cielo dentro la propria testa. Ed è la sua testa che si spacca [Gilbert Chesterton]

lundi 21 juillet 2008

Racconti fuori dai binari


E' una mattinata di Luglio e la gente, per altro poca vista la tarda ora, si affretta nel sottopasso della stazione perchè sì, oggi, a quanto pare, sembra sia possibile che i treni non portino l'abituale mostruoso ritardo. Peccato, visto che oggi sono io a portare ritardo. Ma si sa, quando un periodo le cose girano male, non c'è proprio alcun modo per farle andare nel verso giusto ed anche i treni si prendono la loro piccola rivincita, per tutte quelle offese che gli hai rivolto in tutti quei mesi passati. Per i piedi sui sedili, le porte bloccate, le scritte sui finestrini e i biglietti non pagati che ritornano come un boomerang sulla tua testa con il solito consueto ritardo. Un gatto che si morde la coda.
Le porte si chiudono e voilà, un altro lungo, e asfissiante dato il caldo, quarto d'ora d'attesa. E nel silenzio che si crea, quando i ritardari si fermano a riprendere il fiato per l'inutile corsa, oppure stringono i denti trattenendo l'odio per quello che una volta era chimato SERVIZIO di trasporti, ecco che proprio in quel momento un vociare stuzzica il mio interesse.
"Guarda, io voglio che ne parliamo... deve essere un confronto giusto..." - "Ma cosa parliamo? Io no voglio cambiare idea..." - "Ma no, ascoltami, non è che te lo puoi leggere da solo, ci mettiamo insieme al tavolo..."
Un uomo sulla cinquantina, distinto, probabilmente in procinto di andare a lavorare aveva fermato un uomo marocchino, che proprio lì nel sottopasso, col suo lenzuolo di cianfrusaglie, proveniente da chissà quale sfruttatore italiano, cercava di vendere qulcosina ai poveri malcapitati che col tempo davvero si erano cominciati a chiedere se qsto regolare ritardo dei treni nn fosse in realtà frutto di un accordo commerciale tra il venditore e le ferrovie. Il discorso però mi interessava, senz'altro meglio che rimanere incollato a guardare l'orologio sperando che i minuti passassero in fretta. Però non riuscivo davvero a capire di cosa stessero parlando. Ma di cosa lo voleva covincere questo signore, con un tono tanto cordiale quanto insistente? Ed ecco che quando lo vedo tirare fuori un bel tomo marrone, ben decorato, con qualche scritta dorata, non posso fare a meno di sorridere.
"Vedi fino a qui è la genesi, poi ci sono i salmi, la torah... non l'hai mai letto? La Bibbia. Prova!" L'uomo in silenzio continua a assistere allo show dell'altro "Perchè vedi secondo me tutto sta nel confronto, vedrai che se la leggiamo insieme capirai tutto. Tu ci credi all'es.." - "Sisi" risponde l'uomo un po stizzito e annoiato dalle insistenze, sembra quasi che pensi... "Quanto insisterà ancora questo? Io in fondo, sono qui per lavorare, ma di cosa mi vuole convincere? E' davvero così importante per lui...".
Finalmente, stufo di sentire quella voce ininterrotta nel suo orecchio prende coraggio e dice: "Ma lo sai tu quand'è l'anno zero?", l'uomo ammutolisce. Poi balbetta "ma, voglio dire, non c'è una data precisa.." - "Eh non c'è data precisa ora... non lo sai su... non sai quando è l'anno zero non fa niente" con il tono di quello che finalmente ha preso in mano la situazione, o più semplicemente, ha trovato una via di fuga.

Non so perchè la racconto qsta storia. Semplicemente perchè mi ha fatto sorridere. Il treno arriva. Meglio andare.

lundi 14 juillet 2008

La prise de la Bastille


Voilà ça fait un an et ça me ressemble juste le rappeler. Le jour que j'ai réalisé un des mes reves. La prise de ma Bastille.

samedi 12 juillet 2008

Un po' di considerazione


Nonostante splenda il sole, nonostante il fatto che l'università mi stia dando delle belle soddisfazioni, nonostante Parigi sembra che sarà di nuovo la mia realtà, nonostante tutto e (quasi) tutti gli amici, è inevitabile quel briciolo di nostalgia. Nostalgia per un mondo costruito con le mie mani e che ora è a 1400 km di distanza, con la consapevolezza che comunque che al mio ritorno in Francia sarà tutto diverso, sarà tutto da rifare. Qlcsa si è inevitabilmente perso. Ma non solo, comincio a sentire anche quel senso di difficoltà nel reinserirsi in un ambiente, qui a Roma, che nn mi appartiene +, o forse, probabilmente, non mi è mai appartenuto. Stupidi confronti da fare tra città, stupidi confronti da fare tra le persone, eppure, qua non mi sento più a casa come una volta. Le cose sono decisamente cambiate, io, sono decisamente cambiato che vi piaccia oppure no. In questo momento di snervante insicurezza, di situazioni sull'orlo di un precipizio, di amarezze che avrei dovuto già mettere in conto, in attesa di un futuro a dir la verità molto incerto, trovo veramente poco tempo per me stesso. Cosa chiedo? Un po' di considerazione.


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