Quote

  • Parìs. No sé. Me gusta porque vivo la presencia de otros, Habito con y en el recuerdo de otros a los que quise, a los que quiero [Luis Sepùlveda]
  • Computer games don’t affect kids; I mean if Pac-Man affected us as kids, we’d all be running around in darkened rooms, munching magic pills and listening to repetitive music [K.Wilson, Nintendo Inc.]
  • Niente che valga la pena di conoscere può essere compreso dalla mente [Woody Allen]
  • Like a bird on the wire / Like a drunk in a midnight choir / I have tried in my way to be free [Leonard Cohen]
  • L'arte non è uno specchio su cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo [Vladimir Majakovskij]
  • E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione [Orange Mécanique]
  • Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo. E' il logico che cerca di metter il cielo dentro la propria testa. Ed è la sua testa che si spacca [Gilbert Chesterton]

lundi 30 juin 2008

Os quiero




Cuánto me echareis de menos ? Cuánto, eh, cuánto ?

samedi 14 juin 2008

"Avis à la population, aujourd'hui, l'an 1 de la revolution..."



Micropoint - L'empereur Tomato Ketchup
Testo della canzone, da leggere...

Trovo che sia sempre molto difficile, quando si parla di una persona, definirne pregi e difetti, perchè in fondo, come poter stabilire un criterio oggettivo, che ci dica quali sono le buone e le cattive caratteristiche di ciascuno, quali i giusti e quali gli sbagliati comportamenti? Si può essere egoisti, senza che questo sia un male ma bensì un bene, si può essere invidiosi, arroganti, rompipalle, oppure si potrebbe dir meglio ambiziosi, fiduciosi in sè stessi, affettuosi. Il linguaggio non ci viene certamente in aiuto. E' tutto decisamente soggettivo. O meglio, dovrebbe esserlo. E' evidente infatti che un senso comune esista, una certa etichetta che sa distinguere il giusto dallo sbagliato. Ecco ad ogni modo, cerchiamo di pensare, non aggrappiamoci ogni volta al senso comune, non giudichiamo male gli altri in base a questa etica stereotipata, non dispiacciamoci di nostri certi comportamenti solo perchè d'abitudine "questo non si fa". Siamo liberi di essere arroganti senza dover chiedere scusa, di essere egoisti senza necessariamente danneggiare qualcuno, non omologhiamoci almeno nel comportamento, apprezziamoci nel nostro agire più istintivo, più sentito. Costruiamoci una nostra etica, non obbediamo ciecamente a quella comune, perchè in questo modo ci sarà sempre un autorevole qualcuno che deciderà cosa è giusto e cosa è sbagliato. Dobbiamo in qualche modo rivendicare il nostro essere diversi, dobbiamo saper distinguerci. La globalizzazione dovrebbe frammentarci, dovrebbe far nascere milioni di contraddittori dal punto di vista dell'etica personale, dovrebbe mettere in crisi la moralità di ciascuno, di fronte alla riscoperta che un comportamento giusto altrove è sbagliato. Perchè non dibattiamo più, perchè non ne discutiamo? Perchè accettiamo un'etica di cui non siamo per nulla artefici? In un mondo in cui tutti gli Stati sono arrivati ad imporre leggi sulle libertà di espressione, noi continuiamo a delegare a qualcun altro il giudizio sul bene e sul male, sul giusto e lo sbagliato. Il senso comune sta diventando legge. Svegliamoci. Abbattiamolo!

mardi 10 juin 2008

Erasmus de puta madre

Para todos aquellos, que han estado, están o estarán de ERASMUS!!!!



jajajaja

Y eso para todos que han estado ahì y que he conocido esto año (merci a José pour le video!!!)

http://es.youtube.com/watch?v=0i0WsE9S-fo

Dovete guardarlo su Youtube, desolé, que il y a pa le lien pour le mettre directement ici.


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